Perché scegliere coMwork? L'intervista agli addetti ai lavori

Perché scegliere coMwork? L'intervista agli addetti ai lavori

In occasione dell’adozione di coMwork all’interno della loro realtà, abbiamo rivolto alcune domande ai responsabili del Museo del Tessuto di Prato: Laura Fiesoli, Responsabile della Sezione Contemporanea del Museo del Tessuto, Serena Ponticelli e Clara Carta, collaboratrici alla catalogazione e digitalizzazione.

Quali sono le esigenze del vostro museo per quanto riguarda la catalogazione?
Il Museo del Tessuto di Prato è depositario della memoria di una realtà storica e lavorativa che continua a svilupparsi e ha perciò il compito di mantenere e consolidare il contatto con tale contesto dinamico, conservando la memoria di ciò che le generazioni di imprenditori pratesi sono riuscite a realizzare fino ad oggi. Per questo motivo risulta fondamentale documentare in maniera sistematica le collezioni rendendole fruibili ad un pubblico sempre più vasto, costituito non solo da visitatori e curiosi, ma anche da ricercatori e designer in cerca di ispirazione.
L’obiettivo è quello di rendere disponibili e visualizzabili sul web le collezioni, che saranno in questo modo un biglietto da visita del Museo e al contempo oggetto di studi e ricerche.
I tessuti, per quanto riguarda le norme di catalogazione ICCD, non sono facilmente collocabili all’interno delle varie categorie in cui sono suddivisi i Beni Culturali. […] È stato necessario perciò individuare una tipologia di scheda che non solo rispettasse le norme di catalogazione ICCD, ma che consentisse di catalogare oggetti così diversi fra loro e di rendere fruibili tali informazioni ad un bacino di utenza altrettanto eterogeneo.

Quanto è importante un Collection Management System per la vostra realtà?
La digitalizzazione è al giorno d’oggi un aspetto importantissimo all’interno di una realtà museale perché consente di avere accesso alle collezioni custodite al suo interno e a quei piccoli tesori che spesso, per esigenze conservative o di spazio, rimangono celate allo sguardo del pubblico.
La presenza di un software di catalogazione è fondamentale per organizzare il materiale in possesso del museo e quello che entrerà a far parte delle collezioni. È importante disporre di un software che sia in grado di rispettare gli standard catalografici ICCD, ma anche di venire incontro alle specifiche esigenze con la creazione di campi e vocabolari. 

coMwork ci è sembrato il sistema di gestione delle collezioni adatto al nostro caso, perché ci consente di importare i dati presenti su altri supporti diventati ormai obsoleti, riordinandoli e normalizzandoli e anche proseguire con metodo la catalogazione delle nuove collezioni man mano che vengono acquisite dal museo.
Da non sottovalutare poi il fatto che si tratta di un sistema che migliora la comunicazione interna, perché ognuno può inserire nello stesso luogo i materiali di sua competenza sull’oggetto. Per quanto riguarda il pubblico fondamentale è anche la possibilità di rendere fruibili le collezioni in forma digitale, con tutti i vantaggi che ne conseguono: pubblicità e visibilità; maggiore tutela degli oggetti che necessitano di essere studiati da ricercatori, designers ecc., perché si permette di studiare l’oggetto digitalizzato.

Perché avete scelto coMwork? Quali funzionalità vi hanno convinto a optare per questa soluzione?
coMwork è stato scelto prima di tutto per la struttura interna, modellata sugli standard catalografici ICCD. Poiché il Museo si era avvalso in passato del CART (strumento predisposto dalla Regione Toscana, conforme agli standard ministeriali)  per l’attività di catalogazione, la possibilità di dialogo tra i due sistemi è risultata essere abbastanza lineare. In questo modo è stato possibile esportare tutti i dati che erano stati raccolti nel corso degli anni.
La scelta è stata orientata anche dalla facilità nell’utilizzo non solo da parte del catalogatore, ma anche degli utenti esterni. Da non sottovalutare poi la garanzia della long term preservation dei nostri dati, importantissima visto la velocità con cui oggi cambiano le tecnologie e fondamentale per non rischiare di perdere tutto il patrimonio digitale. Altro elemento è la possibilità del caricamento multiutente, ossia la possibilità che più figure possano caricare contemporaneamente dati sulla piattaforma. Da ciò scaturisce la possibilità che anche i restauratori possano aver accesso a questo database e possano contribuire in maniera autonoma con le informazioni relative alla parte di restauro di uno specifico bene.