L'innovazione tecnologica per un museo è il minimo

L'innovazione tecnologica per un museo è il minimo

Il documento del Ministero dei Beni e attività culturali “Adozione dei livelli uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema museale nazionale”, che riporta i risultati conclusivi dei lavori della relativa Commissione (2015-2017) e ispirato dalle migliori pratiche internazionali, è diventato per coMwork un’importante linea guida per ideare e verificare le direzioni di sviluppo della nostra soluzione CMS Museum.

L’adeguamento agli Standard minimi e i successivi Obiettivi di miglioramento richiedono certamente un impegno notevole da parte dei musei, anche piccoli, interessati al riconoscimento ministeriale. Tuttavia l’adeguamento e l’adozione di alcune soluzioni tecnologiche non comporta una voce di spesa ingente come si potrebbe pensare, ma sono in grado di rivoluzionare il modo di lavorare negli staff museali, migliorando il rendimento e la soddisfazione del personale e dei visitatori.

Abbiamo voluto raccogliere le indicazioni del documento in 3 infografiche, utili ad avere un quadro generale degli adempimenti e degli obiettivi richiesti.

Organizzare il museo

La prima sezione è relativa all’Organizzazione della struttura del Museo, intesa come spazi, infrastrutture, organigramma e adempimenti amministrativi. Un punto ricorrente è l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche, suggerendo come obiettivo di miglioramento anche le visite virtuali.

L’organizzazione di un percorso multimediale in grado di sostituire la visita fisica con una fruizione virtuale del patrimonio museale o delle opere esposte in una mostra, richiede ovviamente come punto di partenza la digitalizzazione degli oggetti, la corretta catalogazione e la possibilità di proporre su supporti diversi (web o installazioni) tutto o parti dell’archivio digitalizzato. CoMwork è in grado di offrire ai Musei servizi integrati e sviluppare un progetto di storytelling museale efficace e accessibile, grazie anche alla piattaforma di archiviazione Museum e alla repository di gestione dei digital assets del museo.

Scarica e stampa l’infografica: l’Organizzazione secondo i requisiti minimi.

Gestire le collezioni

La seconda sezione è relativa alle Collezioni, dai requisiti minimi di gestione logistica delle opere, alla catalogazione e documentazione dei beni, in particolare nel punto 2 – Gestione e controllo formalizzati delle procedure di movimentazione e nel punto 4 – Registrazione, documentazione e catalogazione del patrimonio.

A supporto dello staff del museo, coMwork ha realizzato e implementa costantemente la piattaforma Museum che facilita la catalogazione secondo standard nazionali e internazionali. Il nostro tracciato catalografico integra gli standard ICCD con Spectrum 5.0, unico standard descrittivo per i processi museali. Grazie al mapping realizzato è possibile importare i dati preesistenti di un museo ed esportarli secondo gli standard ministeriali ICCD XML e in formato LIDO, DarwinCore e CDWA.

Una serie di funzionalità avanzate e procedure di gestione delle opere aiuterà gli utilizzatori di Museum nella registrazione del patrimonio, nella compilazione delle schede identificative e nella registrazione in entrata e in uscita degli oggetti.

Sarà possibile quindi una catalogazione informatizzata corredata da documentazione fotografica secondo gli standard e offrire un libero accesso (anche con strumenti multimediali) alle informazioni e alle immagini catalogate.

Scarica e stampa l’infografica: le Collezioni secondo i requisiti minimi.

 

Comunicare il museo

La sezione 3 è relativa alle attività del museo rivolte all’esterno, ovvero la Comunicazione e rapporti con il territorio.
La finalità del museo non è esclusivamente la conservazione del patrimonio, ma parallelamente la valorizzazione delle collezioni, che se rimanessero nascoste al pubblico non avrebbero senso di esistere. Fatta questa lapalissiana premessa, è imperativo che tra i requisiti minimi vi siano la reperibilità delle informazioni offline e online, in lingua locale e “almeno in inglese”.

Particolare attenzione si raccomanda “all’utilizzo delle tecnologie e della rete” come strumento di accesso prioritario e remoto per l’utenza straniera o altre “categorie particolari di utenti (ad esempio le persone con disabilità)” e alla parte di società come il “non pubblico e soprattutto le giovani generazioni”.

Anche in questo caso il punto di partenza è la digitalizzazione e la disponibilità online dei digital asset e Museum ha al suo interno la funzionalità di pubblicazione del catalogo online. Le opere archiviate e catalogate nel CMS possono infatti essere pubblicate sul sito grazie ad un plug-in proprietario, per consentirne la fruizione a tutto il mondo. Le immagini delle opere potranno essere fruite alla massima risoluzione e condivise, mentre le informazioni di catalogazione saranno immediatamente disponibili per tutti.

L’accessibilità delle pagine web, o la possibilità che le pagine web se realizzate secondo standard W3C possano essere lette da software in dotazione sui pc dei disabili, rispondono ai requisiti minimi di accessibilità di cui abbiamo già parlato in precedenza. I metatag delle immagini, gestiti correttamente da Museum, consentono ad un ipovedente di leggere il contenuto di una pagina.

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